La cacciatrice di immagini: Diane Arbus

La molteplicità del reale. 

Ci sono, ci sono stati e ci saranno un numero infinito di cose sulla terra. Di individui tutti differenti e tutte delle cose differenti, conosceranno cose del tutto differenti, ameranno cose del tutto diverse e avranno un’apparenza del tutto diversa. Tutto quello che è stato sulla terra è stato differente da tutte le altre cose. È questo che amo: la differenziazione, il carattere unico di tutte le cose e l’importanza della vita. Vedo qualcosa che sembra meraviglioso, vedo il divino dentro le cose ordinarie”. 

(28 novembre 1939, DISSERTATION SUR PLATON, séminaire d’anglais, Fieldston School)

arbus1

Un’importante retrospettiva su Diane Arbus è in corso a Jeu de Paume a  Parigi: organizzata dal Centro di Fotografia Jeu de Paume (Parigi) in collaborazione con The Estate of Diane Arbus, il Martin-Gropius (Berlino), il Fotomuseum Winterthur e la Foam Fotografiemuseum (Amsterdam), questa mostra è stata organizzata anche con la partecipazione dell’Ambasciata degli Stati Uniti. Molteplici partner per molteplici motivi: innanzitutto perché questa grande esposizione raccoglie tutto il lavoro dell’artista ed inoltre la mostra è un progetto itinerante e fino al 2013 sarà presentata in Europa ospitata dai vari enti patrocinanti.

arbus2Organizzata secondo ordine cronologico, la mostra presenta duecento fotografie scattate tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Geniale l’allestimento che pur nella sua semplicità guida lo spettatore ad entrare nel mondo della foto in bianco e nero: le pareti bianche e grigie si alternano in dinamico gioco di richiami cromatici. La sensazione è quella di essere protagonisti di una fotografia.  Abbandonato il rigore formale e la perfezione tecnica, imparata lavorando con il marito come fotografa di moda, Diane Arbus reagisce alle convenzioni borghesi rifiutando i modelli precostituiti e convenzionali: la sua fotografia si avvicina alla fotografia sociale attaccando attivamente ogni sorta di moralismo. Walker Evans scrive “La sua originalità è nel suo occhio, spesso rivolto al grottesco e all’audace,un occhio coltivato..per mostrarti la paura perfino in una manciata di polvere”. 

arbus3Sicuramente impressionata dal film “Freaks” di Tod Browing del 1932, pellicola cult che racconta la vita del circo di “veri fenomeni da baraccone”, Diane Arbus inizia a frequentare i freak show, spettacoli vietati e proibiti, ma che venivano comunque presentati a Coney Island: queste esibizioni di rarità biologiche, chiamati “freaks of nature” (mostri della natura) venivano mostrati ed esibiti in tutta la loro deformità con l’intento di provocare nel pubblico shock e stupore.

arbus5Diane Arbus (1923-1971) prima che fotografa è stata quindi senza dubbio un’antropologa: ella ha saputo indagare l’uomo nella sua intimità, cercando dentro di lui i segreti e guardando dentro l’anima. Quando scattava una foto, questa non era un semplice ritratto, era qualcosa di più: era come una storia non scritta, ma raccontata per immagini attraverso i segreti svelati da uno sguardo. La scelta sociale di presentare qualcosa di orribilmente affascinante, di proibito, si è mostrato nella decisione di fotografare soggetti diversi: con i suoi scatti ha dato importanza a soggetti emarginati dalla società, a persone invisibili, addirittura a mostri.

arbus4

Una fotografia è un segreto su un segreto, più lei ci dice più noi dobbiamo sapere”.

Diane Arbus

E’ stata la prima a dar voce a tutte quelle persone a cui nessuno prestava attenzione e a cui, tanto meno, nessuno avrebbe scattato una foto. Transessuali, travestiti, persone affette da sindrome di down diventato nelle foto di Diane protagonisti di scatti indimenticabili dove esiste un rapporto di reciprocità tra il fotografo e il fotografato,un’empatia senza coinvolgimento. I suoi scatti sono acuti e attenti, essi uniformano la realtà e il reale appare quindi come una fotografia dove tutto è possibile.  A questa antropologia corrisponde una metafora dell’esperienza umana, cioè l’esplorazione della relazione tra apparenza e identità, maschera e realtà.

Le fotografie in mostra apparentemente classiche traducono la decisione della semplificazione formale ricercata dall’artista. Attraverso questi scatti si percorre la sua vita, apprezzandola per il suo lavoro e la sua ricerca che fanno di Diane Arbus la fotografa contemporanea più apprezzata dal pubblico.

arbus6

Diane Arbus, biografia

Diane Nemerov nasce a New York nel marzo del 1923 da genitori polacchi. Sposa Allan Arbus e insieme al marito di dedica alla fotografia di moda. Nel 1958 è allieva di Lisette Model alla New School. Due importanti esposizioni al MoMA di New York, nel 1065 e nel 1967, consacrano la sua fama di fotografa. Si circonda di amici con la medesima passione, come Richard Avedon e Walker Evans. In seguito a profonde crisi depressive, si toglie la vita nel luglio del 1971.

Diane Arbus Jeu de Paume 18/10/2011-05/02/2012 www.jeudepaume.org

©Silvia Neri 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...